BPMN: limiti e promesse Agosto 24, 2008
Posted by Stefano Pedone in Articolo.Tags: bpdm, bpm, bpmn, soa, standard
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La notazione BPMN (Business Process Modeling Notation) nacque qualche anno fa su iniziativa di un consorzio di aziende (BPMI.org) per rispondere al bisogno preciso di definire uno standard per la modellazione dei processi di business. Dopo il rilascio di una prima versione, BPMI.org confluì all’interno di OMG. Attualmente è prossimo il rilascio di una successiva versione dello standard (l’ultima versione di riferimento è la BPMN 1.1).Da subito la notazione ha cominciato a diffondersi negli strumenti di modellazione dei vari vendor, ma parallelamente sono andati emergendo i limiti che la specifica portava con sé:
- Non definisce un formato di interscambio tra i diversi tool di modellazione;
- Non è esplicitamente specificato un metamodello per BPMN;
- La semantica dei costrutti di modellazione non è ben definita e rigorosa;
- Ha dei limiti per la definizione di “coreografie” di processi.
Un formato di interscambio permette l’ esportazione/importazione di un diagramma di processo tra differenti tool di modellazione BPMN. Alcuni utilizzano XPDL allo scopo, ma il mapping con BPMN non è completo, non essendo stato costruito sugli stessi costrutti di modellazione. Attualmente la nuova versione XPDL 2.0 dichiara di supportare pienamente BPMN 1.0.
Inoltre molte compagnie stanno adottando l’infrastruttura di modellazione definita da Eclipse Modeling Framework (EMF) e un formato basato su XMI (XML Metadata Interchange – anch’esso standard OMG).
La specifica BPMN non definisce alcun formato di interscambio.
A monte di questa mancanza c’è la carenza di una esplicita definizione di un metamodello BPMN, cioè di una struttura informativa in grado di contenere l’informazione relativa ad un modello di processo.
Quando uno strumento di modellazione memorizza un diagramma lo fa in conformità con la struttura informativa del metamodello.
Ciò ancora non basta. Perché l’interscambio dei diagrammi di processo sia efficace è necessario che tutti i BPMS (Business Process Management System) interpretino (e quindi eseguino) il modello allo stesso modo. La semantica del processo deve essere chiara e condivisa.
Infine, la specifica BPMN ha delle lacune nella definizione della rappresentazione di processi che coinvolgono scenari B2B, quella che in gergo viene riconosciuta come “coreografia”.
La differenza tra “orchestrazione” e “coreografia” è che con il primo termine generalmente ci si riferisce alla gestione di processi interni all’organizzazione da parte di un unico “orchestratore” (il motore di esecuzione del processo) , mentre con il secondo alla comunicazione tra processi indipendenti e tipicamente esterni, che modellano cioé degli scenari Business to Business (B2B). Nelle grandi realtà aziendali anche le relazioni interdipartimentali sono spesso assimilabili a relazioni di tipo B2B.
BPMN fornisce le swim lane e le pool come unici artefatti in grado di separare le attività che intervengono in questo tipo di comunicazione.
Questi in sintesi gli elementi principali che fanno parte della RFP che OMG ha pubblicato nel giugno 2007 e che stabiliscono la specifica dei requisiti per la nuova versione dello standard in corso di approvazione, BPMN 2.0.
OMG già nel 2003 aveva lanciato una RFP per la specifica di un metamodello di processi di business: il Business Process Definition Metamodel (BPDM). Esso è la base per definire un modello di processo indipendente dalla notazione utilizzata per rappresentarlo. Utilizza il MetaObject Facility (MOF) come base per il metamodello e XML Metadata Interchange (XMI) per la memorizzazione del modello.
Due le principali risposte alla RFP per BPMN 2.0. La prima proposta è la BPMN for Services (BPMN-S), la seconda è a cura di BEA-IBM-Oracle-SAP.
La principale differenza tra le due è in merito alla definizione del metamodello per la notazione.
BPMN-S sceglie sostanzialmente BPDM e fornisce un mapping tra la notazione e il metamodello, giustificando la scelta con l’opportunità di fare in modo che la versione 2.0 sia il punto di raccordo tra BPDM e BPMN 1.x.
Il gruppo BEA-IBM-Oracle-SAP sostiene invece la necessità di creare un metamodello separato per la notazione, che faccia direttamente riferimento alla terminologia della notazione e fornendo poi un mapping tra questo metamodello e quello più generalizzato di BPDM. La motivazione si basa sul fatto che BPDM è un metamodello per un linguaggio astratto di definizione dei processi, mentre nell’altro caso si tratta di uno dei possibili linguaggi concreti.
Per ulteriori approfondimenti:










[...] 3, 2008 Posted by Stefano Pedone in Articolo. Tags: bpm, bpmn, soa, standard trackback Nel mio precedente articolo a proposito della notazione BPMN, ho pubblicato le definizioni di Orchestrazione e di Coreografia [...]